Vecchie e sguardi malati

Ci sono tre vecchie nella stanza dei vecchi, all’ospedale.
Stan male tutte e tre, mani, piedi, stomaco. E braccia e gambe, e occhi che vedono ombre, e orecchie che sentono poco.
La prima vecchia, però, ha lo sguardo che sta bene: c’è una figlia, accanto a lei, verranno altri parenti. La coccolano e la baciano, anche se lei non vorrebbe. Le portano cioccolatini e fiori e giornali. Anche del profumo.
Le altre hanno sguardi malati.
Anche la seconda ha i parenti che vengono, ma hanno fretta, arrivano, si avvicinano, poi si allontanano: ai piedi del letto. Lontani, lontani. Guardano l’orologio, hanno fretta, però son venuti, almeno un po’.
La terza, invece, accarezza il telefonino: suo figlio le ha mandato un messaggio, giorni fa. E lei li accrezza, con lo sguardo malato, figlio e messaggio.

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