La guerra e la bestemmia. E l’informazione

Lo sai che cosa è una guerra e quante ce ne sono in terra… cantava Lolli.

MI è venuta in mente una cosa. Anni e anni e anni fa seguo una trasmissione televisiva. Si parla della preghiera e della bestemmia. Mi colpì il racconto di un sacerdote, che disse: «Sono stato in Sudan, in un campo profughi. Proprio durante la messa della domenica la missione è stata bombardata, c’erano morti, feriti, urla, gente che fuggiva. Il prete che celebrava la messa no, non è fuggito. Si è appoggiato all’altare, ha guardato il cielo e ha bestemmiato. Ecco quella bestemmia: per me era come una preghiera, un domandare a Dio: perché tutto questo?»

Fine del racconto della trasmissione. E comunque: anni e anni di uccisioni, stupri, violenze, fughe, carestie…
Campi profughi, Caschi Bliu che arrivano Caschi Blu che si ritirano, tregue, mediazioni.

Non ricordo il titolo della trasmissione. Ricordo l’anno ma ricordo l’ora: ero appena rientrato, dopo mezzanotte, insomma.

E non ricordo titoli sulle atrocità commesse in Sudan nelle prime pagine dei giornali, il giorno dopo.