Portiere di notte e poi giornalista, ma per caso

Sulla mia pagina facebook ho postato una fotografia con la didascalia “1986, portiere di notte”

Era l’estate del 1986, la fotografia me la scattò un cliente romano verso le 7 del mattino. Aveva passato la notte a studiare (Machiavelli, mi pare), non vedevo l’ora di tornare a casa per riposare.
Pochi mesi dopo avrei cominciato a collaborare con il giornale La Sesia.
Divenni giornalista per caso, è proprio il caso di dirlo.
Non volevo fare il giornalista, io volevo laurearmi per poi insegnare e magari scrivere.
Spiego cosa successe.
Mesi dopo questa fotografia, sono a Torino, in Università. Dopo anni di università facendo l’operaio, lavoretti vari e il portiere di notte, ho sostenuto 16 esami (su 20) e sto preparando la tesi, una tesi di storia con Corrado Vivanti, curatore della storia d’Italia Einaudi e mio docente di Storia delle dottrine politiche. Tra i compagni di corso c’era anche Marco Travaglio.
E Corrado Vivanti, un giorno di settembre di quel 1986, mi comunica che è stato trasferito a Perugia.
Mi dice anche “mi segua, si iscriva a Perugia”.
Non gli avevo detto di essere sposato (primo matrimonio), di avere una figlia piccola (Sonia che aveva 6 anni) e che oltre a studiare lavoravo.
Fu una tegola in testa, per me.


Crollavano i miei progetti (sognavo anche di andare a lavorare per Einaudi, magari al fianco di Vivanti, un uomo raro).
Così il 23 settembre del 1986, giorno del mio trentesimo compleanno, bussai alla porta del giornale La Sesia. Chiesi di poter collaborare, mi dissero che non c’era posto, tutti i settori del giornale erano coperti, ma, aggiunsero che se proprio volevo potevo scrivere qualche articolo, ogni tanto.
Un mese dopo scrivo cinque, sei articoli a settimana (cultura e sport) due anni dopo verrò assunto come redattore. Nel 2005 diventerò direttore, per 9 anni.
Ma nel 1986 alcuni articoli li scrissi dal Modo Hotel, dove, per qualche mese ancora, continuai a fare il portiere di notte.
Ho mille racconti su quel periodo, sul lavorare di notte in un albergo. Di qualche racconto ho fatto cenno in qualche mio libro (Il bar delle voci rubate, per esempio), altri li scriverò nel prossimo libro…

Per qualche anno mi dimenticai dell’Università, anzi no, ci pensavo, e spesso. Col magone. Quei 16 esami li avevo dati imparando a dormire 4 ore per notte, studiando sul treno, in fabbrica durante le pause, di notte facendo il portiere, appunto di notte.
Così nel 1991 in un anno diedi gli ultimi 4 esami e mi laureai….

Sono fiero di quegli anni passati a lavorare e studiare, rinunciando a cinema e passeggiate. Sono più fiero di quella laurea che dei libri pubblicati o della direzione del giornale. La neve o la primavera, in quegli anni, le salutavo dalla mia finestra, bevendo un caffè…