10 pensieri su “Ian McEwan

  1. … continuo a credere che tra un romanzo e l’altro sia necessario inserire un pezzo di vita;

    ecco, io qua penso sia sufficiente aggiungere “degli altri”: un pezzo di vita degli altri.
    vedere attentamente è cosa che cambia, a volte.

  2. Discorso ampio. Ma vale ugualmente anche se non ci si rende conto di essere cambiati? Quanto tempo occorre perchè un cambiamento sia considerabile compiuto? Perchè a volte è pia illusione. Parlo per esperienza personale. E poi se per cambiare s’intende il tempo che passa, questo lo facciamo ogni nanosecondo. Comprendo la frase, ma fracamente non saprei con che criteri metterla in atto.
    Buona serata:)
    Sgnà

  3. Condivido quanto ha scritto Cristina.
    In effetti, a prescindere dai romanzi, si rischia di rimanere sempre irrimediabilmente uguali a sè stessi. Una vita inutile e noiosa. Dunque di cosa si potrebbe scrivere ?
    Per fortuna ogni tanto qualche guaio ci costringe ad intraprendere nuove strade.

  4. Tra un romanzo e l’altro, nella stesura così come nella lettura, nella ‘frequentazione’, la vita si insinua anche non voluta. Mi piace pensare a un contrappunto di diversità.

  5. Ma anche senza scrivere romanzi.

    Mi auguro che la persona sia leggermente diversa ogni due per tre, altrimenti la vita sarebbe inutile.

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