Non ha senso chiederci quanti anni abbiamo.
Ha senso chiederci quanti giorni abbiamo: con un ricordo almeno da ricordare.
Quanti giorni ho, io?
(Quanti ne avrò?)
Autore: Remo Bassini
Facevamo sempre troppo tardi
Restano solo i ricordi, ho scritto in Vicolo del precipizio.
Mamme, nonni e bambini sono andati via, tutti; io metto Cico sull’altalena e lo riparo con con l’ombrello rosso.
Babbo, ancora cinque minuti e poi andiamo…
primavera, cani, laureati, insonnia (voluta)
Stanotte non ho acceso la stufetta qui, accanto alla mia scrivania. Eppure piove e caldo non fa. Ma solo ora mi sono accorto di non averla accesa, insomma sta arrivando la primavera anche se non senbra.
Tra poche ore porto il mio vecchio cane dal veterinario, poi andrò a lavorare e poi andrò a riprenderlo. Sarà senza testicoli, domani sera il mio cane che soffre di prostata (e a volte urla, di notte, così io devo vestrmi in fretta e portarlo in giro).
E poco fa ho visto su facebook un grillino che vantava l’alta percentuale dei laureati nel movimento5stelle.
Io sono laureato (lavorando in fabbrica prima e in un albergo, poi, e al giornale, infine), ma non me ne vanto. Tanti amici miei, figli di operai (come me), non hanno potuto laurearsi. Io volevo, e poi soffro di insonnia voluta. Invece di dormire mi dico, Stai sveglio e sto sveglio, come ora, che andrò in cunina a farmi un tè nero e leggere, mezz’ora un’ora, fumando la pipa.
Ci son quelli che si dicono Stai calmo e s’incazzano ancora di più, no, se io mi dico qualcosa a volte, specie di notte, mi obbedisco.
Poi quando scrivo mi obbedisco ancor di più.
E buona giornata (o notte)
ma il lupo Rodolfo è su youtube?
A mio figlio Cico, tre anni e un mese, ho raccontato, inventandola ( e senza pensarci troppo), la storia del lupo Rodolfo.
Il lupo Rodolfo era un lupo molto buono, ma dal momento che era un lupo tutti scappavano via.
(E Cico, quando dico, lupo Rodolfo, dice: No, no, no).
Si avvicinava alle persone e diceva: Ma io sono un lupo buono, uffa, e ululava.
(Qui Cico tace, e ascolta).
Però nessuno, nessuno voleva giocare con lui, e lui diceva: Ma uffa, io sono un lupo buono.
(Cico si convince: Rodolfo è un lupo buono).
Un giorno, però, arriva il gatto Bergamino. Che non ha paura del lupo. E gli dice: dai, giochiamo insieme.
(Cico applaude):
E giocano a nascondino.
I gatto Bergamino conta, uno, due, tre, quattro… fino a dieci, e il lupo Rodolfo si nasconde dietro a della legna.
Intanto si è fatta notte. IL gatto Bergamino cerca il lupo dietro a una panchina, dietro all’altalena, ma non lo trova. Poi vede la legna e prova a vedere se il lupo Rodolfo, per caso, è lì.
Quando però il gatto Bergamino vede il lupo nascosto tra la legna, si spaventa, e scappa via pure lui.
Noooo, noooo, non scappare anche tu, dice il lupo Rodolfo.
(A Cico, qui, viene da piangere).
Guardando la luna e le stelle, alla fine il lupo Rodolfo si addormenta. E mentre dorme piange, perché sogna di vagare solo per le strade, con le persone che fuggono quando lo vedono.
A un tratto però, una carezza sveglia il lupo Rodolfo.
Si tratta di Clarissa, la padrona del gatto Bergamino, che dice al lupo: Il gatto Bergamino mi ha detto di te, mi ha detto che sei un lupo buono, vuoi venire a vivere con noi?
Ma certo, dice il lupo Rodolfo, che la segue felice. Arrivano a casa e prima si mette a giocare col gatto Bergamino, e poi mangia una scodella di latte insieme al suo amico gatto. Clarissa, che invece mangia un piatto di pasta al pomodoro, li osserva e sorride.
(E poi? Mi domanda Federico Libero detto Cico. E poi basta, dico io. E lui: senti, andiamo a vedere il lupo Rodolfo su youtube?).
quando una recensione
cosa ci spinge a leggere un libro? il passaparola (risposta scontata), il profumo della carta (risposta romantica), il titolo e la copertina (risposta dei più), le prime pagine (risposta esatta), frasi lette a caso (risposta rischiosa).
e le recensioni?
raro che mi convincano (anni fa, però, mi fidavo di Beniamino Placido)
questa recensione, però, mi ha convinto e domani cercherò questo libro (e se non lo troverò lo prenderò su ibs, mi ci sto abituando a ibs: questo perché, nella mia città, non ho più una mia libreria).
la recensione, dicevo
http://www.claudiapriano.com/2013/02/libredine-leggete-stoner-john-williams.html
penso, dopo aver letto la recensione, che potrebbe piacermi come lettore e che potrebbe insegnare qualcosa alla mia scrittura.
la scrittura ha sempre sete, ed è sempre sempre nel deserto, con la gola arida
di Grillo (e d’altro)
A Bersani vorrei domandare: come la mettiamo con l’alta velocità? Ai grillini invece voglio chiedere: ma se e come allearsi col Pd lo decide uno solo?
Ho scritto questa cosa qua, tanto su facebook quanto su twitter.
Che il Movimento5stelle potesse andare bene l’avevo scritto due giorni prima del voto, sul mio giornale.
http://www.lasesia.vercelli.it/stories/Cronaca/3194_grillo_far_il_botto_comunque_sia_c_sfiducia/
Sul fenomeno Grillo sarà il futuro a dirci di più.
Ora è tutto un gran parlare e sparlare.
Penso che gli stessi grillini si stiano interrogando…
Parlando d’altro.
Sto leggendo “Lo stato delle cose” di Richard Ford. Lettura che non decolla. Lo trovo lento, macchinoso, sebbene ben scritto.
E sto scrivendo un nuovo romanzo, o forse no: non decolla nemmeno quello.
Buone cose a tutti quelli che passano di qui (prima di fecebook erano tanti, dai 400 ai 500 al giorno; ora, quando ci sono 100 visitatori è festa; 150 è natale o pasqua, a scelta)
Vecchi
C’è un post drammatico, oggi, su il fattoquotidiano.it. (firmato da Marina Sozzi)
La storia di un ottantenne di San Mauro che prima uccide la moglie malata e poi se stesso.
Ecco il post.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/25/ottantenni-suicidi-e-problema-del-fine-vita/511597/
Tanti commenti.
Tra i commenti c’è un certo querty che scrive.
ricordo che i vecchi hanno già vissuto. I giovani devono ancora vivere. I vecchi hanno già avuto la loro parte, hanno avuto tutto, lavoro e famiglia, magari senza neanche uno straccio di laurea. Basta. Non devono rubare dal piatto degli altri.
A quelli che osano lamentarsi che prenderanno la pensione “solo” a 70 anni, ricordo che i giovani non la prenderanno mai.
L’eutanasia? Io non ho mai parlato di eutanasia. Chi ha già vissuto dovrebbe proprio capire di togliersi di mezzo da solo, non scaricare perfino questa responsabilità sugli altri.
internet fa pensare.
Perla
Per quasi tutte le mie storie ho avuto bisogno di documentarmi per mentire meglio, per mentire con consapevolezza, non per raggiungere la verità storica.
Mario Vargas Llosa
Lo scommettitore: sogno “vaticano”
Avrebbe voluto piantarla con aspiranti sindaci, presidenti di provincia, parlamentari, europarlamentari. Avrebbe voluto di più. Avrebbe voluto che si sapesse della sua bravura anche nelle alte sfere, in alto in alto, dove non era mai arrivato.
Al Vaticano.
Qualcuno lo convoca, magari a Parigi – no, meglio in un castello nelle vicinanze di Praga – e gli dice che deve lavorare silenzio, da solo, per anni, affinché Tizio venga eletto Papa. E per fare questo lui, da solo, deve contrastare Caio. Annientarlo.
Avrebbe accettato di corsa, perché sarebbe stato il modo migliore per chiudere la carriera da scommettitore. Avrebbe accettato senza badare ai soldi, non si era mai preoccupato di diventare ricco.
Era il suo sogno proibito, che faceva ad occhi aperti: microspie nei confessionali, donnine che scuciono indiscrezioni sbottonando qualche veste cardinalizia, incontri nei sotterranei del Vaticano. Roba da fil, o da libro giallo.
estratto (pagine 73 e 74) da Lo scommettitore, Fernandel 2006.
Un mondo di ebook (speriamo di no)
Anni fa, una mia amica scrittrice mi parlò di un suo amico appassionato di libri e di jazz. Non si poteva inviargli mail, perché lui non aveva né computer né posta elettronica.
Non ha nemmeno il cellulare, mi disse questa mia amica.
Ho controllato nei giorni scorsi: ora ce l’ha un indirizzo di posta elettronica.
Ho una figlia grande, si chiama Sonia, ho un figlio piccolo, di tre anni, lo chiamiamo Cico.
Sonia, quando si iscrisse a Medicina non aveva familiarità con il computer. L’aveva usato a scuola, aveva visto il mio, sapeva che esisteva Napster ma… viveva bene senza connettersi, insomma.
Quando si iscrisse a medicina fece una scoperta: che doveva procurarsi un computer, o perlomeno usarlo. Gli appelli agli esami erano solo on line.
Pochi mesi fa, sono a Cortona, con Francesca e Cico. Siamo in un’enoteca, mangiamo.
Accanto a noi ci sono tre donne. Parlano di yoga. Poi di teatro. Poi di libri.
Una dice: Non leggerò mai un ebook, a me piace il contatto fisico con il libro.
Dice, insomma, una cosa nota. Che dicono in tanti.
Le altre due annuiscono, sono d’accordo con lei.
Lei però si accorge della presenza di Cico. Lo indica e dice: Ma vedete quel bambino? Da grande non avrà la possibilità di scegliere. Vivrà in un mondo fatto di ebook.
Speriamo di no.
Alle radici del male
Scrivere: il link delle trasmissioni-lezioni di Pontiggia
Dalla “pancia” di questo blog vedo che quasi ogni giorno c’è qualcuno che arriva qui cercando le trasmissioni radiofoniche con le lezioni di Pontiggia.
Il link è questo
http://www.mediafire.com/?avvenu3n9e6ls
S’impara. Tanto

