Pasqua, pensieri a cavolo

Io comunque preferisco Natale. A Natale mi regalavano libri, quando ero piccolo.
Pellirosse in armi, per esempio.
Non ho ricordi precisi e belli di Pasque passate. Sì, riunioni familiari dalle quali, spesso, fuggivo. Non per altro: a un certo momento sentivo il desiderio, forte, di silenzio.
A volte, nel giorno di Pasqua, ho scritto: per fuggire da tutto, anche da me stesso.
Oggi non so. La giornata, qui a Cortona è una giornata di sole e vento.
Pellirossa in armi e Betty Zane, comunque, sono letture che mi sono rimaste.
Pellirosse in armi mi spiace averlo regalato. A volte regalo libri, libri a cui tengo. Pellirosse in armi però l’ho regalato alla persone sbagliata. Chissà perché, ma oggi mi è tornato in mete sta cosa.
Certi libri restano. Quello che è rimasto più di tutti è Il male oscuro di Berto.
Quando lessi Pellirosse in armi avrà avuto quindici anni e, da grande, pensavo che avrei fatto il cowboy amico degli indiani.
Quando invece ho letto Il male oscuro di anni ne avrò avuti 36, 37. Ricordo che, leggendolo, pensai: se un giorno diventerò uno scrittore la mia storia sarà simile a questa.
Un male oscuro. O un vizio assurdo, anche.
Pensieri in libertà, fumando la sigaretta elettronica (alternata a qualche sigaretta, tre al giorno, massimo quattro. Però rimpiango la pipa…).
Buona Pasqua, comunque.
Nell’uovo ho trovato un po’ di pensieri a cavolo.

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