Motivazione

“Remo Bassini gioca con i piani temporali e spaziali, passando da una decina d’anni fa al tempo attuale, il lockdown dell’inizio dell’anno 2020, tornando al 1945, tra il lago d’Orta, la Valsesia, Vercelli, Cuneo, punte di Puglia e cenni di Milano, con sapienza e maestria. Non soltanto: gioca con i generi, incominciando con una storia d’amore per poi sprofondare, con meccanismi narrativi precisi come la geometria di un frattale, nella profondità del giallo puro. La prosa è quella di uno scrittore che ha affinato il talento con l’esperienza, che sa scegliere come una massaia accorta quel che serve, lasciando fuori la chincaglieria.”

Motivazione del terzo posto al Premio Monti 2023

Giornalisti a volte becchini, sciacalli

Il nostro è il lavoro più bello del mondo, dicono alcuni giornalisti.
Il direttore Antonio Sovesci, protagonista di “Forse non morirò di giovedì” (Golem) non è proprio d’accordo.
Ecco cosa dice a una sua ex giornalista, durante un’intervista

“L’aspetto nobile della professione è denunciare il marcio ed essere i portavoce della sofferenza e delle ingiustizie. Ma c’è il rovescio della medaglia, inutile nascondersi dietro a un dito. Noi giornalisti siamo peggio dei becchini, siamo sciacalli che si avventano sulle disgrazie altrui, fingendo poi, con un’espressione contrita, di essere partecipi del dolore che diventerà un articolo con titolo e fotografia.”
Mi scusi direttore, ma davanti a certe tragedie emerge anche la sensibilità dei giornalisti.
“Ha ragione, anche gli sciacalli a volte piangono.”
Non le sembra di essere troppo duro?
“Quando si viene a sapere che a una persona nota i medici hanno dato poco da vivere, lei sa, vero, cosa fanno i giornalisti? Si precipitano a cercare informazioni e fotografie, la morte degli altri non dovrà coglierli impreparati.”
Funziona così da sempre.
“Al mio giornale non funziona così.”
Perché?
“Perché non voglio.”

I luoghi de La suora (non potevo fuggire quindi scrissi)

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Due foto in alto, scattate in Valsesia, a Riva Valdobbia, due sotto, a Orta:
Durante il primo lockdown, una sera, passeggiando con il cane in una città nebbiosa e deserta ho avuto nostalgia di questi due luoghi, a cui sono particolarmente legato.
Così tornai a casa e scrissi dell’incontro a Orta tra Romolo Strozzi e Nora, che presto, ma Romolo Strozzi non lo sa, diventerà una suora di clausura.
Romolo Strozzi ha in animo di trasferirsi in Valsesia, Nora di diventare Suor Bealtrice nel convento benedettino dell’isola di San Giulio, appunto a Orta.
Scrissi quelle pagine, ma non sapevo ancora che sarebbero diventate un romanzo.
Scrissi per fuggire.