La suora (la mia suora insomma), libri e cani (chi muore di più?), quindi Amazon e libri tenuti in vita

I cani, si sa, vivono poco. Ne ho avuto uno, si chiamava Barone, me lo sono regalato quando mi laureai, che è vissuto 17 anni, un altro invece, che era di mio fratello e che presi quando mio fratello morì, meno di dieci anni di vita.
Dipende anche dalle razze, dicono.
Alcune razze, dieci anni di vita, undici al massimo.
I libri: stessa cosa. Vivono poco.
A meno che tu non sia una leggenda, da Dante a Saramago passando per Calvino e anche Salgari e mille altre (leggende) i libri campano poco. Anche quelli di autori famosi, anche quelli di grandi case editrici.
Diventano libri dimenticati, a volte muoiono prima.
E c’è un camposanto, dove andare a trovarli – non tutti, ma tanti – si chiama Amazon.
Io a trovare La suora, la “mia suora” ci vado tutte le settimane.
Più grande è il numero e più sei morto-dimenticato, libro.
Oggi La suora è al 256.510 (… cinquecento decimo) posto nella classifica libri
e 122,932 (…trentaduesimo) posto tra gli ebook.
Quando un libro esce o anche dopo che un paio di persone magari lo hanno apprezzato Amazon ti premia con una magia-farlocca: ti piazza tra i primi posti, tra i primi cento, anche tra i primi dieci, ma la cosa dura poco: una settimana dopo sei al 70mila eccetera posto: gli algoritmi premiano ma non perdonano.
E fortuna che c’è Amazon. Quando inizia a pubblicare qualcosa, nel 2005 mi pare, si diceva che un libro viveva massimo due mesi in libreria.
Così uno pensa: tante vale, no?
Anche perché tu sei un cane di sottorazza (leggasi piccola editoria): vivrai poco.
Guarda La suora: morta e sepolta.

Sul blog de Il Fatto scrivo di libri, ogni tanto. Non sono recensioni, non sono all’altezza di farne. Sono segnalazioni, dove racconto le mie impressioni di lettura.
L’ultimo articolo è questo.
Al Fatto o ad altri un giorno proporrò una rubrica: I libri dimenticati. Sono una marea.
Dimenticati, morti anche. A volte però, qualcuno resuscita, credo.

E intanto il libro che ho in mente non decolla. Scrivo dieci righe poi mi fermo e mi metto a cazzeggiare. Nulla fa perdere tempo come la rete, come i social, facebook in testa.

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