L’Ernesto

Ho ritrovato questo mio pezzo su Ernesto Ragazzoni, pezzo che nel 2007 pubblicai su La Poesia e lo spirito.

Su Ernesto Ragazzoni, nato nel 1870 e morto nel 1920, alcuni titoli emblematici di alcune sue poesie
– Le nostalgie del becco a gas
– Le malinconie e il lamento del povero bigliardo che non vuole essere più verde
– Piccola consolazione offerta alle uova mortificate perché calano di prezzo
– Poesia della rottura di scatole

Forse occorre pensare al contesto, a quegli anni: solo un temerario poteva scrivere

Io non vi parlerò di cose strane
Dirò cose comuni e naturali,
Parlerò solo un poco di puttane
E d’altre cose simili morali:
Parlerò del davanti e del didietro
– Lettor se non ti piace, torna indietro

(da scherzi e frammenti).

Il progresso porta benessere. Il Novecento è il secolo nuovo. Anche per i paesi. Si cambia. Cessi per tutti. Si fa la coda per andarci….

Lodate dunque, culi d’Orta i cieli!
Cularelli innocenti degli asili,
immensi tafanari irti di peli;
culi di tutti i sessi e tutti i stili;
ognuno di voi parli in sua favella,
come le pellegrina rondinella.
(…)
E tu paese mio, Orta, che sogni
tra il lago azzurro e la collina verde,
che, provvido a ogni sorta di bisogni
accogli frati al Monte e in piazza… merde,
esulta, perché il cielo a te propizio
non lasciò mancarti nulla all’orifizio)

(da L’apoteosi dei culi d’Orta)

Allora. Ragazzoni di sicuro, ai suoi contemporanei apparve non solo irriverente, ma anche volgare, credo. Ma era, quella, la volgarità di chi non accetta le regole di un mondo borghese, di salamelecchi, di riti inutili, ridicolo perché predica bene, in modo austero, e razzola male, ma senza che si sappia e che si dica.
Oggi è facile (anzi si fa la gara: tu quanti-cazzi-metti?) scrivere un libro un blog un articolo con certe espressioni
Allora no per niente.

Ma non era solo un giornalista dalla testa calda (a Novara, direttore di un giornale locale, è licenziato per un pezzo contro la burocrazia; a Torino, ogni tanto La Stampa lo licenzia e lo ripiglia) e un alcolizzato (morì di cirrosi a soli 50 anni). Era anche un poeta. E non lo dico io, che di poesia non me ne intendo, ma alcuni insigni critici (come Lorenzo Mondo), abbagliati da certi suoi versi:

è allora che vengono fuori,
e, a un fiume che sanno, in pianelle,
s’avviano giù i bevitori
di stelle per bere le stelle.

Per ovvi motivi personali, mi è particolarmente cara

E’ finita. Il giornale è stampato
la rotativa s’affretta,
me ne vado col bavero alzato,
dietro il fumo della sigaretta.

Morì di cirrosi epatica a 50 anni. Sapeva che il fegato non avrebbe retto

Qui giace Ernesto Ragazzoni d’Orta
d’essere stato vivo non gli importa

(so che qualcosa è stato ristampato; mi han detto che ha vuto grandi estimatori come Vittorio Gassman e Paolo Nori – che cita una sua poesia ne I Diavoli – e tanti altri ancora; ma è ancora tutto da riscoprire credo e mi auguro)

Autore: remo

Scrivo, ma in vita mia ho fatto di tutto: cameriere, operaio, portiere di notte. Sono stato anche disoccupato. Mi mi sono laureato lavorando. Poi ho fatto il giornalista e scrivo anche libri

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