Vorrei vivere in un camper, io

Vorrei vivere in un camper. Così da svegliarmi e trovare, davanti a me, un ruscello, e sorseggiare il primo caffè del giorni ascoltanto il suono dell’acqua che corre e che scorre.

E guardare, più in là, un bosco e, più in là ancora, delle montagne, e non importerà se sarà un giorno di pioggia, che mi costringerà a stare dentro, sicuramente a leggere o ad ascoltare musica friggendo due uova, o di sole.
Comunque lontano dalla pazza folla e dai social, anche.
Un camper, insomma (che non so guidare), dovunque.
Lontano.

Mai stato in un camper, io, ma conoscevo la storia di una persona, anni fa, un uomo, che ne aveva uno.
Era un uomo che si innamorava spesso e aveva donne diverse, che lo ospitavano. Non lo faceva per sesso o per farsi ospitare, no: lui si innamorava spesso e per davvero, solo che, dopo un po’, va a sapere perché, le donne si stufavano di lui, così lui, tra una donna e l’altra, tornava al suo camper.

A pensarci bene c’è il problema neve, d’inverno, da risolvere. Uno il caffè lo beve dentro il camper e poi, per qualche ora, deve farsi un culo tanto a spalare.
Hanno un costo certe scelte.