Il Salento e i cani con l’occhio di vetro

Mi piace la Puglia, adoro il Salento. Mare, gente, cucina, insomma tutto. Lo dico sempre: ci vivrei, io, in Salento. E ieri sera – anche se non è la stessa cosa – mi sono fatto un “caffè in ghiaccio” con la moka (ci vuole il caffè del bar).
In Salento, però, ho qualche problema con il mio cane, che abbiamo chiamato Blu perché… è come Alessandro Magno: un occhio nero (castano) e uno blu (azzurro).
A Vercelli tanta gente che lo vede dice: Ma che bello ha due occhi diversi.
Anche a Cortona, provincia di Arezzo: Ma che bello un occhio scuro e uno blu.
In Salento le variabili sono due.
La prima. Ma ci vede, è malato?
(E uno si tocca).
Oppure.
Ma ha un occhio di vetro?
(E uno si tiene perché vien da ridere).
In Salento poi può succedere questo. Se ti vedono che porti a spasso il cane magari (soprattutto quelli con villetta e telecamera) escono sull’uscio e ti controllano, metti che faccia la pipì nella loro siepe. Poi succede che nei paesi vedi due tre cani che non si sa di chi siano che vanno in giro, tranquilli, e nessuno dice niente e va bene così e ti fanno ripensare alla canzone di De Gregori … quattro cani per strada, il primo è un cane di guerra… eccetera.
Comunque ci torno, in Salento. Con il cane dall’occhio di vetro.