ho visto, più che visto sentito, un pezzo di telegiornale. a me basta la radio, ma quando vado a cena dai miei, che sono pure un po’ sordi, sento anche, e bene, dato il volume, un telegornale, così a caso.
allora mangiando ho sentito e intravisto, nell’ordine, veltroni, fini, ratzinger.
dico subito il finale: ratzinger è quello che mi è piaciuto di più.
parto da veltroni. che ha parlato di sanità. e ha detto che negli ospedali (se vince lui) ci sarà la svolta: verranno valorizzati solo i medici capaci, a prescindere dal loro colore politico.
certo che sì, sarebbe una svolta epocale.
sappiamo tutti come va negli ospedali: un primariato ai diesse, due a forza italia, tre alla margherita, uno non tesserato ma “benedetto”, un altro ancora non tesserato ma massone. ed è carino quando cambiano i colori di un’amministrazione regionale, per esempio da centro destra a centro sinistra: c’è la gara al cambio tessera. qualcuno, che fino a pochi giorni prima canticchiava e forza italia trallallerollalà s’impara l’internazionale e si fa scaricare nella suoneria del telefono hasta siempre…
comunque veltroni mi sarebbe piaciuto di più se avesse detto che il Pd, che vinca o che perda, non sponsorizzerà più, come invece ha fatto e sta facendo, questo o quel primario.
gianfranco fini, a sua volta, ha detto un po’ le stesse cose, riferendosi al lavoro, alla meritocrazia insomma.
basta coi pelandroni, se vinceranno loro, verranno premiati i più bravi e quelli che lavorano di più. (mentre diceva queste cose la telecamera ha inquadrato un po’ di gente: non mi è parso di intravedere dell’entusiasmo).
avrei apprezzato se avesse detto che verrà presentato un disegno di legge affinché la raccomandazione divenga reato.
ratzinger ha detto che l’aborto e il divorizio sono il peggio del peggio…
avesse detto che anche le morti sul lavoro sono un peccato capitale penso che non avrei digerito le costine di maiale e il pollo al forno, ma con tanto aglio, preparato da mio padre.
buona domenica
Alla fine l’ho visto Il cacciatore di aquiloni.
Piacevole. Ben recitato.
Certo, anche strappalacrime. Ma al centro della storia, libro o film che sia, il vedo il coraggio. Il coraggio, raro, di pochi, di riuscire a dire Vergogna a chi potrebbe puntarci un facile a ammazzarci, oppure, sull’altra sponda, la mancanza di coraggio che può assumere i connotati della viltà, che è cosa, io credo, che appartiene un po’ a tutti e con la quale ci si confronta.
Può chi non è nato coraggioso diventarlo, coraggioso?

Cara Livia,
un conto è segnalare, ma alla luce del sole. Dire, meglio per iscritto, che una persona vale.
La raccomandazione di persone incapaci – si pensi alla sanità – è una piaga che reca danni a tutti noi.
La contraffazione di capacità, come l’hai chiamata tu, è insita nella raccomandazione: i politici per esempio raccomnadano chi ha preso la tessera del loro partito e non in base alle capacità del raccomandato.
Anna fa, ricordo un’intervista pubblicata su Specchio ad Anna Galiena. Le chiedevano come mai avesse lavorato per tanto tempo negli Stati Uniti. Lei rispose che in ambito cinematografico, negli Stati Uniti ti fanno lavorare in rapporto a quanto vali e non a quante conoscenze influenti hai.
E’ un mondo quanto mai variegato, complesso quella della raccomandazione.
L’aspetto di chi deve fare anticamera e poi umiliarsi per un lavoro, una casa è quanto mai squallido.
Difficile, soprattutto in Italia soprattutto in certe realtà, essere vergini.
“avrei apprezzato se avesse detto che verrà presentato un disegno di legge affinché la raccomandazione divenga reato.”
Non è un po’ troppo? In fin dei conti, non potrebbe capitare anche a te di voler raccomandare qualcuno perché molto molto molto meritevole?
Forse è meglio pensare a un altro tipo di reato.
Tipo “contraffazione di capacità”, “millantata idoneità al compito”, “patrocinio di causa persa”…
anche io credo che il coraggio non sia genetico. se così fosse, sarebbe più da apparentare alla follia inconsapevole e non a qualcosa che si riempie di valore e valori man mano che si procede nella vita
Secondo me si, diventare coraggiosi si puo’. Io non credo ci si nasca. Mi viene da pensare a tutti coloro che durante la Resistenza si scoprirono eroi solo perche’ non sono riusciti a voltarsi dall’altra parte. Il coraggio piu’ autentico e’ quello, quando si fa la cosa giusta e intanto si trema dalla fottuta paura di rimetterci la pelle.
Laura
A volte uno dice la ghigliottina è stata una bella invenzione, cioè per dire, tanto per dire,
che poi ti dicono quello lì è un terrorista e poi un altro dice che esageri, però non è male come rimedio temporaneo;
però poi ci arrivano i Napoleone, purtroppo.
A dire il vero io sarei un non violento ad oltranza,
però poi mi girano talmente le palle a sentire le “loro” parole e quelle dei loro accoliti che ‘na bella tagliatina di capa non sarebbe male,
e poi c’è uno che dice qui ci andrebbero i fatti e non parole,
è che i fatti loro, essi, li fanno e molto bene, e con di gran spesa, loro: noi no.
Poi ti dicono che sei qualunquista, che fai di tutta l’erba un fascio…
a proposito di fascio, ecco, poi ti dicono che fai l’antipolitica e poi loro vararono la legge che se anche vanno a votare in dieci in tutta l’Italia intera, le elezioni sono valide lo stesso, perchè questa è la democrazia matura e le leggi le hanno fatte loro;
e se il CSM non censura, non sbatte fuori, un giudice lazzarone che per otto anni non ha depositato sentenza su imputati mafiosi per cui questi se ne vanno a spasso per decorrenza dei termini, uno, come dire, pensa chs siamo in un paese dove comanda la malavita e se la malavita organizzata c’è ancora è che fa comodo al potere, a certi poteri, qui.
La magistratura è organica al potere politico in Italia,
ben lo fece capire, sentire Ugo Betti in un suo dramma di tanti anni fa.
Perdonate lo sfogo, sono terribilmente stufo di menzogne.
MarioB.
Complimenti anche a te per il blog…ho letto dei post davvero interessanti…
tornerò a trovarti…ciao :)
se c’e’ una cosa che non mi manca sono i telegiornali. e’ assurdo che tutti i giorni si dia tanto risalto a qualunque cosa dica o faccia il papa e quei soliti tre quattro politici di turno. e’ sempre lo stesso ritornello senza significato.
meglio concentrarsi sulle costine e le patate al forno! :)
buona domenica
il coraggio, secondo me, non è genetico. insomma … non è scritto coraggioso nel dna di nessun individuo. semmai lo si acquisisce sbattendosi con la vita.
io non ero una bambina coraggiosissima poi, dopo che mi sono ammalata, ho imparato a costruirmi il cingolato col quale attraversare la paura per giungere fino al coraggio.
anche oggi, alle volte, non è facile.
rossa
cinas, sono d’accordo.
ma a volte i cattivi sono tutti da una parte perché diventano, quei tutti, un’unica entità: una massa cerebrolesa da slogan, gruppi che diventano branchi.
di talebano o di amerikani.
(c’è una bellissima pagina scritta dalla Fallaci, su Un uomo: la ritrovassi ne farei un post).
son quindi d’accordo su quel che scrivi.
sul libro, invece, penso – proprio in rapporto a quel che dici tu – che è diventata quasi una moda dirne male.
non mi piaccono le mode…
a me il libro non è piaciuto.
non mi piace più il troppo bianco e il troppo nero. tutti i cattivi da una parte – e che cattivi – e tutti i buonissimi dall’altra.
Sono d’accordo con Rino e con te… Abbiamo bisogno di parole forti e vere, e subito dopo di fatti. Giulia
Mi sembra vi sia poco entusiamo, la gente è stanca delle parole, i fatti restano chimere. Proprio ieri, rileggendo gli annali di Tacito, riflettevo che, da migliaia e migliaia di anni, la storia si ripete, sotto altri connotati, con altri nomi, con altre date, con altri fatti ma si ripete, l’essenza resta la stessa. Se il cambio non inizia da noi stessi, sarà difficile chiedere agli altri migliorare la società e la vita, dopotutto, tiriamo acqua al nostro mulino. Ahimé! l’essere umano è troppo egoista.
Buona domenica.
Rino.