Julie: un libro che non consiglio, ma di Don Robertson leggerò altro

“Julie” di Don Robertson, autore poco noto nato nel 1929 e morto nel 1999, è un libro da raccontare.
E’ un libro che definirei particolare: può piacere un sacco o può non piacere. A me è successo questo. All’inizio non mi ha entusiasmato e quindi ha fatto quel che faccio con le serie tv che non mi conviconono: sono andato avanti di fretta, saltando anche qualche pagina. A un certo punto il libro, però, ha cominciato a convincermi, e tanto anche, così è successo che ho ingranato la retromarcia per recuperare parole e pagine perse.
Il libro, scritto in prima persona e ambientato negli anni della Grande Depressione, racconta la storia di questa Julie, pianista che ha paura del pubblico e quindi preferisce fare altro (tante scopate occasionali, per esempio). La storia di questa donna può colpire o meno (di sicuro scrorre bene, con rimi elevati) ma più che la storia colpisce lo stile di Don Robertson. Una scrittura che non è uguale a nessuno, ha scritto Nicola Manuppello, che ha tradotto questo e altri libri per Nutrimenti.
Un libro che era un manoscritto e che è stato lasciato così, con possibili incongruenze, senza i tagli e le modifiche che magari l’autore avrebbe fatto (oppure no)
Una curiosità su Don Robertson: nei suoi settant’anni di vita ebbe due infarti, succede che la gente abbia due infarti, lui, però, li ebbe proprio nel giorno in cui uscirono due suoi libri.
No, non lo consiglio, a qualcuno potrebbe non piacere la scrittura – a volte dai lunghi periodi quasi un flusso di coscienza a volte no – di Don Robertson, però una cosa la voglio dire: è il primo libro che leggo di questo autore, bene: ne seguiranno altri.
Ultima annotazione. In quarta di copertina si legge questa frase, che è una frase di Julie: Io amo più di quanto mi ricordi davvero di avere amato.
È la frase-simbolo scelta dalla casa editrice (sempre meglio di capolavoro eccetera)
A me Julie, mentre leggevo, ha detto altro. Una frase che nel libro non c’è. Ho amato e vissuto per caso, senza nemmeno essermene resa conto.
Succede.
E comunque. Don Robertson non è uno scrittore che in vita fece incetta di premi e riconoscimenti. E quando morì, nonostante fosse un autore amato da Stephen King, fu dimenticato in fretta.
“Con questo inedito, oggi Don in qualche modo è tornato” scrive Nicola Manuppelli nella post fazione. Mi sembra giusto.

“Julie” di Don Robertson, Nutrimenti.

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