la fisarmonica

Cammino. Sento, ma non so da dove venga di preciso, una musica bastarda, di quelle che ti entrano dentro e che vorresti non dimenticare.
Sentendo quella musica, mi ricordo della ragazza con l’organo di barberia, a Montmartre, una vita fa. Non smetteva mai di cantare. Non avrei mai smesso di ascoltarla.
Stavolta, finalmente vedo anche se son distante, è una fisarmonica la colonna sonora di una sera e di una strada.
La suona un nomade. Sembra faccia parte del suo corpo, quella fisarmonica. Perché la suona mentre cammina, la suona mentre fuma una sigaretta, la suona mentre parla con sua moglie, saranno sui trent’anni tutti e due, e lei ha un bimbo al collo, la suona quando, vedendo che lo sto guardando, mi fa, Capo.
Sto per andare via. Sono lontano da lui, poi non sarei passato dov’è lui, ora.
Sto per andare via ma non lo faccio. Vedo che ci son persone che han fatto crocchio, e che ridono, guardando il nomade, sua moglie e il bimbo al collo.
Tre zingari di merda, già.
A quella gente che ride e addita e pensa povera italia vorrei dire che in un anno di volontariato in carcere ne ho visti di extracomunitari e zingari, certo. Ma non erano nel piano dei mafiosi e dei camorristi, non erano tra i pedofili.
Mafiosi, camorristi e pedofili, da quel che ricordo, erano della razza mia.
Ho fretta. Così attraverso la piazza, do un euro al nomade che mi dice, Che Dio ti benedica, capo.
Speriamo.
Che dio ci benedica.
(giuro: era bravissimo)

Un saluto a tutti
(Ringrazio RedPasion per questa nomination).

e un abbraccio a Serena, se passa di qua
Su Letturalenta l’ultimo saluto a Mariastrofa
Da Alberto ricevo queste testimonianze su Mariastrofa, sono di sei, sette anni fa.
Prima testimonianza
E seconda.
Grazie, perché sono ricordi puliti, lontani dalla retorica che ci fa nascere tutti belli e ci fa morire tutti buoni.

18 pensieri su “la fisarmonica

  1. Remo grazie a te,
    ci dai l’opportunità di esporre le nostre idee e ci conduci con semplicità a vedere oltre.
    @ colfavoredellenebbie hai ragione: la realtà – io credo – sa di pane.

    Paola Cingolani

  2. @nonsisamai,
    la lettera di serena non è una lettera.
    è una preghiera.
    ogni tanto prego anche io, rileggendo quel che scrissi quando morì mio fratello. so cosa vuol dire scrivere piangendo.
    @cinzia,
    ho visto; il mio gitano, ti prego di credermi, era un grande muscisita. mi sono addormetato, quela sera (sabato scorso) con quella melodia, struggente e vivace.
    @dario,
    penso sia la prima volta che lo scrivo, no, la seconda: sul mio giornale, rispondendo a una lettera, ho detto le stesse cose. mi son detto, vediamo che reazione suscito. per ora ho ricevuto solo qualche telefonata e un fax di solidarietà. nessuna minaccia o insulti.
    @mario,
    della vove della ragazza francese ho comunque un piccolo ricordo: la cassetta con l’organo di barberia e la sua splendida voce.
    del nomade, ora, ricordo solo i movimenti veloci e sicuri sulla testiera della fisarmonica, ma quel motivo mi sa che è rimasto in qualche vicolo scuro della mia memoria
    @grazie Red,
    sei sempre buona con me. So che non ti piacciono, perché non piacciono a me, le catene. Mi sono comunque onorato dalla tua scelta.
    @pispa,
    mi son chiesto anche io come facciano a suonare senza andare al conservatorio.
    ciao pispa
    @karalis,
    grazie: mi hai dato modo di conoscere il tuo blog (e i filmati del tuo blog). complimenti.
    @lucycy,
    mi fa piacere rileggerti. non dubitavo d’essere in sintonia con te. ciao.
    @ciao patrizio,
    da quanto tempo (pensa che a me fa venire in mente, invece, una bella canzone di gipo farassino. E’ in un vecchio 33 giri. Lo presi quando avevo vent’anni credo: c’era una canzone, Remo la barca veniva chiamato perché in marina si era arruolato…, che mi senbrava degna della cifre che mi servì per comprare quel disco. che non è niente male.
    @maria,
    io spero che questo clima serva a scuoterci. è figlio, questo clima, dell’ignoranza ma non solo.
    se non si lavora puntando sull’integrazione e sull’accoglienza vinceranno i violenti, ci saranno reazioni che provocheranno altre reazioni.
    mi vengono in mente i libri di Izzo, sembra che tutta l’Italia si diventata come Marsiglia, la Marsiglia di Izzo
    @grazie paola,
    hai detto bene: che l’uomo si impegni…

  3. dolce e amaro insieme il quadro.
    dolce il suono che ammalia, incanta…
    amara la paura che l’intolleranza evoca, almeno in me.
    che Dio ci benedica e che l’uomo si impegni ad imparare la tolleranza.
    Paola Cingolani

  4. Bello il tuo racconto. Preoccupante, invece, l’aria che si respira, questo clima di intolleranza…

  5. Ciao Remo, l’organo di barberia, mi fa venire in mente, l’ istrionico Guido Ceronetti…anche lui un amante dell’ organino.
    patrizio

  6. Ma non erano nel piano dei mafiosi e dei camorristi, non erano tra i pedofili.

    sai che ho pensato la stessa cosa qualche giorno fa…buone cose

  7. a milano, sotto i portici di piazza diaz, in centro, c’era un bambino che suonava.
    ma così bravo, ma così bravo, che era rom infatti :)

    mi son fermata a fargli i complimenti, dovrebbe studiare musica, aveva un talento favoloso per quell’età.
    e non è il primo come vedi anche tu :)

  8. E mettici pure che suonasse malissimo, la fisarmonica (ed è fastidioso assai sentir maltrattare uno strumento…)
    Sarebbe troppo bello (e troppo facile) dover salvaguardare i diritti solo a coloro che ci risultano simpatici.
    “Assabinidica”, sì.

  9. “erano della razza mia”

    Fa male guardare lo specchio… fa male guardare il proprio gruppo, la propria famiglia, se stessi.

    Ciao Remo,
    Dario.

  10. la lettera di serena mi ha fatto piangere ieri, e non mi ci voleva proprio.

    la storia della fisarmonica invece mi ha riportato in mente un’immagine piu’ leggera, quella di licia maglietta in ‘pane e tulipani’ di soldini.

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