Luoghi, ricordi e giochi della mente

Luoghi miei e vostri (potete-possiamo fare un gioco, mentale oppure scrivendo: per ogni luogo, almeno un giorno da ricordare, oppure no: un ricordo, ché il tempo mica conta quando le cose sono importanti).

Vercelli e la Valsesia e il fiume Sesia; Cortona (Piemonte e Toscana, ma ci sono anche altri luoghi della Toscane e del Piemonte in questa pagina, sotto)

Poi Orta. Orta senza dubbio.
Ma andiamo avanti, anzi, scendiamo in Liguria: Varigotti (e Borgio Verezzi), Vernazza, Boccadasse.
Poi le grandi città. Il centro di Roma, di Firenze, Torino (zona via Po, parco del Valentino).
Sermide (e il Po vicino a Sermide).
Il mare del Salento. Il mare del sud
Il mare della Maremma (Follonica, Castiglion della Pescaia, Scarlino.)
Torno indietro: Siena, che ha un fascino unico.
Infine. Un micropaese tra Vercelli e Alessandria che si chiama Due sture. Mai citato in nessuno dei miei libri, duecento abitanti, case diroccate, nessun negozio, vita zero, ma c’è un’osteria dove ho ambientato il primo capitolo de Lo Scommettitore e un capitolo, fondamentale, de La Donna di picche.
Un luogo, quell’osteria, quel micropaese, in cui torno spesso: i luoghi-calamita non devono essere “belli”: ci attraggano e basta…
Nei miei libri parlo solo dei luoghi che ho “respirato” almeno una volta (estero compreso: vedi Lugano o Narbonne).
Un discorso a parte lo meriterebbe la Sardegna: soprattutto Bitti… (come un discorso a parte meriterebbero certi libri che ci/mi hanno preso per mano e fatto conoscere luoghi, come la Milano del mio giallista preferito, Renato Olivieri. Io ci sono stato a Milano, tante volte, a vent’anni mi iscrissi per la prima volta alla Statale, anni addietro la domenica andavo spesso ai Navigli, ma è una città che mi sfugge, che sento troppo lontana da me. Poi c’è Simenon, poi c’è Izzo, che mi ha invogliato ad andare a Marsiglia… Ognuno di noi ha visto luoghi lontani leggendo: il mio primo ricordo è Salgari, quando avevo 15 anni. L’isola di Mompracen che – si è saputo una decina d’anni fa – non è un’invenzione. Salgari preso spunto da un principe ribelle che si asserragliò in un’isola per combattere gli inglesi.)

E comunque. Per anni nel dormiveglia ho sognato o di essere a Firenze, in piazzale della Signoria, mentre fumavo un toscano, oppure a Siena, all’alba.

Durante il lockdown invece ho sognato prima Cortona (per un semplice motivo: non potevo andarci, come faccio ogni anno a capodanno, carnevale, pasqua, luglio oppure agosto e quando capita) e poi Orta e la Valsesia. I luoghi de La suora, insomma. Nei giorni del lockdown era lì, a Orta e in Valsesia, che avrei voluto vivere.
La suora e La donna di picche hanno un forte legame con il Piemonte, Vicolo del precipizio, invece, è il mio omaggio a Cortona e alla cultura contadina… Ma Cortona, per me, è altro: quando ci torno incontro i miei sogni di quando ero ragazzo. Sono ancora lì, e mi guardano severi. Alcuni, son diventati rimpianti.

Io e Venezia, Bologna, io e l’abbazia di San Nazzaro, un gioiello tra Novara e Vercelli… mi fermo.

Luoghi, ricordi e giochi della mente.

alle Due Sture

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