un senso di vago

in coda al precedente post c’è una domanda di Donna Laura su Baricco.

le rispondo qui.

baricco lo leggo: con piacere.
Seta in particolare.

non sono un critico, io, e quindi non so valutare. ma a prescindere dai gusti io penso che i migliori scrittori italiani viventi siano Camilleri, Eco, Busi, Tabucchi, Vassalli, Baricco, Lucarelli, Siti, Renato Olivieri e don Luisito Bianchi. e comunque.
conosco poco i Wu Ming, per esempio, sui quali, quindi, non posso dire.
ma tanti di noi non conoscono autori pubblicati, oggi, magari da Fernandel e che nessuno considera?
si può dire, certo, ma tanto per dire.
critici e lettori da poco possono sbizzarrirsi ma tra cent’anni, magari, di questo periodo verrà consacrata la Tamaro e non Baricco, chissà.
credo però che i contemporanei non sappiano giudicare i contemporananei.
si pensi a Céline, o a Fenoglio. o a Primo Levi, bocciato da Einaudi e Gallimard
aleggia, su questo discorso dei consacrati oggi e di quelli che verranno consacrati tra cent’anni, comunque un senso di vago.
e quanti scrittori, magari validi, non vengono e non verranno mai consacrati o non sono mai stati consacrati?, chissà.

un senso di vago.
morselli è stato pubblicato dopo la morte.
e con lui altri mille.
e a dino campana persero addirittura il manoscritto dei Canti Orfici… E forse non fu solo Sibilla a fare impazzire, ancor di più, un uomo già predisposto, pare, a vacillare
e avverto, io, un senso di vaghezza e di lontananza da chi critica, giudica, sa.
però dite, se volete, certo.
e buona giornata

23 pensieri su “un senso di vago

  1. Io amo molto Baricco. Mi dispiace contraddire Laura, ma non è SOLO una macchina per fare soldi. Lui è rimasto un perfetto sconosciuto fino alla pubblicazione di Novecento, un monologo teatrale, che io ho trovato sublime. La leggenda del pianista sull’oceano, è di una poesia unica. Se non avesse avuto tanto successo con quest’opera sarebbe rimasto “sotterrato” da tanti altri scrittori totalmente privi di talento. Quando è salito, con giustizia, agli onori della cronaca, si è saputo “vendere”, ovvero è diventato anche imprenditore di se stesso. E’ un male questo? Direi di no. Direi invece che molti vorrebbero essere al suo posto. Ma lui resta prima di tutto un artista. Uno scrittore con la S maiuscola. City è uno dei miei libri preferiti. Ogni pagina è scritta con una maestria inimitabile. Si vede quando leggi che conosce la lingua italiana, che sa creare passaggi lirici come solo in pochi ho visto fare. Ha avuto una notevole crescita da “Castelli di rabbia”, opera che mi aveva lasciata perplessa. Doveva ancora emergere il suo stile vero. Se apri un suo libro, senza leggere in calce il nome dell’autore, si riconosce che gli appartiene. E questo secondo me è sintomo della sua grandezza artistica. Puoi amarlo oppure odiarlo perchè ha un modo tutto suo di affrontare le storie. Inusuale se vogliamo, per certi versi. Ma non si può proprio dire che non sappia tenere una penna un mano.

  2. Baricco lo amo molto come saggista, meno come narratore. Comunque, di Oceano Mare non sono riuscita a superare le prime pagine, ho letto Seta senza grande entusiasmo, mentre di City ho trovato una chiave e non mi è dispiaciuto. Ho adorato la riscrittura dell’Iliade, mi ha proprio commossa.
    Mi dicono meraviglie di Novecento, e proprio un paio d’ore fa – all’ennesima – ho detto a un amico ok, lo leggo… :-)
    Io leggo a pelle, guidata dall’istinto, ma senza pregiudizi iniziali.
    Riguardo ai best seller, una premessa. Parlandone mi riferisco a libri che dei Veri Lettori comprano e leggono. Non intendo quelle operazioni di marketing atte a produrre un libro che un nutrito gruppo di persone della stessa età e che legge al massimo un libro l’anno accoglie con gridolini fanatici (vedi Moccia o le avventure delle trentenni single).
    Allora, sui best seller, dico come per tutti i libri “ok, vediamolo”.
    Non è che i lettori son tutti scemi… Del resto, i libri che restano per sempre, che continuano a essere ristampati, sono definibili best seller, o no? Hanno superato addirittura il tempo…
    Poi ci sono cose molto elogiate che mi ispirano diffidenza istintiva. Per esempio, di recente, L’eleganza del riccio. In questi casi aspetto l’edizione economica, in modo che l’eventuale fregatura sia contenuta almeno nell’aspetto economico.
    Però vorrei sottolineare come sia impossibile senza promozione e pubblicità venire a conoscenza del fatto che un libro esista e quindi ordinarlo e leggerlo. Capisco che il tam tam possa infastidire, ma almeno un tam ci vuole.

  3. Il commento di Isabella lo sento mio….
    Con i libri e gli autori, vado molto a pelle.
    Poi sono anche un po anticonformista in quel senso…
    Mi spiego:
    Io mi rifiuto, a priori di leggere i bestseller
    Quei libri che sono famosi perchè sono stati pubblicizzati anche da striscia la notizia…
    Che trovi in tutte le vetrine d’Italia…
    Che trovi su tutti i giornali magari in una pagina intera…
    Che vedi leggere in spiaggia o al parco…
    Non so se è un atteggiamento da snob ilmio, dico sul serio
    Ma io non ho letto neanche “Il Codice Da Vinci”, per rendere l’idea….
    Oppure i libri di Bruno Vespa, maròòòò, solo a pensarci innorridisco!!!
    Però ho letto il tuo libro Remo e mi è piaciuto moltissimo, complimenti

  4. Confesso di non conoscere Atzeni, caro Giorgio.
    Hai fatto bene a dirne.
    Quando vuoi, questo blog è aperto agli amici, ci tengo a ribadirlo.
    E in bocca al lupo per il tuo nuovo libro.

  5. Ciao, Remo. Mi sono introdotto un pò in punta di piedi e per la prima volta, anche se seguo il tuo blog da diverso tempo.
    Immagnavo che tu conoscessi Atzeni perchè è uno scrittore che non può passare inosservato.
    Mi sembrava giusto ricordarlo e consigliarlo (senza alcuna presunzione da parte mia) a chi non lo avesse letto
    Grazie per l’attenzione e un abbraccio
    giorgio

  6. grazie giorgio della segnalazione (non c’è atzeni perché nel mio elenco, comunque incompleto, ho inserito solo i viventi)
    buone cose

  7. perchè non un grande come Sergio Atzeni? Passavamo sulla terra leggeri e il quinto passo è l’addio sono stati ripubblicati da Il Maestrale, splendida casa editrice sarda, di Nuoro per la precisione.
    Atzeni è morto nel 1995, travolto da una mareggiata nella sua splendida Sardegna. Pare sia stato diverse ore in acqua senza poter raggiungere la riva e poi,sfinito, abbia toccato il fondo senza più riemergere.
    Consiglio la lettura. Un Grande
    giorgio

  8. grazie laura, rimedio all’errore.
    non avevo controllato il link (vedendo Laura aveva pensato a te).
    io penso che se uno scrittore diventa una macchina da soldi o viceversa sia un barbone non debba influenzarci (anche se facile non è; io per esempio non ho simpatia per gli scrittori che appaiono troppo in televisione).

  9. Ciao Remo,
    il post è interessante, ma la domanda non l’ho fatta io. Viene da un blog che si chiama Donnalaura.
    Comunque, personalmente di Baricco ho letto Novecento (bellissimo!) e Questa storia (così e così, non l’ho capito). Non mi ha entusiasmata tanto da spingermi a comprare tutti gli altri e, soprattutto, ho qualche riserva su lui e la sua scuola Holden di scrittura che adesso diventa anche un corso in dvd venduto con un giornale (Repubblica?). Ecco, mi sembra una macchina per fare soldi, ormai.
    Un bacio,
    Laura

  10. Pispa ha ragionissima da vendere ché qui si è parlato di maschi scrittori e assai poco di femmine.
    E lo dico di proposito perché proprio stamattina presto ho riletto un bellissimo racconto “Interno con figure” di Fausta Cialente, che fu ottima scrittrice, di cultura internazionale, sottile psicologa, con merito pluripremiata, antesignana di uncerto femmminismo, da me mai dimenticata.
    E non dimenticherò mai Elsa Morante, specie la sua “Storia” un vero alto capolavoro, raro, di fine sensibiiltà, e Anna Maria Ortese e la Natalia Ginzburg e Lalla Romano e tante altre che ora scordo, orca…
    per dire delle italiane, ecco

  11. possibile che i migliori scrittori italiani siano tutti uomini?
    certo, i gusti sono gusti.
    io Baricco tra i migliori non ce lo metterei, e aggiungerei la Maraini e la Beauvoir (la Yourcenar non ho letto, non so).
    ripetendomi orribilmente, ma secondo me Dacia è veramente brava.

    perché un autore mi piaccia io devo leggere molto di lui.
    se no ad Ammanniti con “Io non ho paura” gli avrei dato l’Oscar! :)
    invece l’altro libro una palla..

    mm.. gioco sulla quantità e poi giudico.

    Baricco al secondo mi sembrava di leggere cose già scritte, già fatte, ritrite insomma.
    un po’ come De Carlo, e tanti altri e altre.

    Ma forse ai maschi piacciono i maschi e la Beauvoir non è più contemporanea.. ?
    sigh

  12. Baricco dicono che scriva bene, mi sono sempre rifiutata si leggerlo.
    Sai, quelle cose che proprio non ti chiamano.
    Fu così anche per la Mazzantini. L’ho evitata senza sapere perchè. Poi mi sono trovata a leggerla ed ho capito perchè la evitavo.
    Non vorrei che con Baricco mi succedesse lo stesso :-P

    Scherzi a parte, la domanda è sempre la stessa: cosa vogliamo da una lettura?
    E’ che solo pochi autori (per ciascuno di noi) riescono a rispondere a questa domanda.

  13. Ultima ora da Repubblica:

    E’ Marcello Dell’Utri il parlamentare coinvolto nelle vicenda dell’intervento della ‘ndrangheta sul voto degli italiani all’estero: “Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia” ha detto all’Ansa. Dell’inchiesta “ho letto sui giornali”.

    Poi ha spiegato: “Non conosco personalmente Aldo Micchichè ma l’ho sentito per telefono” e l’ho messo in contatto con Barbara Contini perchè “lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all’estero”. Barbara Contini è l’ex governatore di Nassiriya, candidata per il Pdl al Senato in Campania.

    La sconcertante ipotesi dell’intervento sulle elezioni delle cosche calabresi sulla quale sta lavorando la Dda di Reggio Calabria, nasce da un’intercettazione nella quale si fa esplicito riferimento alla possibilità di “controllare” cinquantamila voti, in cambio di una contropartita in denaro di 200 mila euro.

    L’inchiesta di Reggio. I magistrati reggini avrebbero ascoltato una conversazione tra esponenti della cosca Piromalli ed un noto parlamentare siciliano candidato al Parlamento Italiano. Nell’inchiesta, oltre il politico di cui non si conosce nè il nome nè lo schieramento di appartenenza, è coinvolto un uomo d’affari, Aldo Micciché, da tempo residente in America Latina.

    Il tentativo d’inquinamento del voto avrebbe mirato a condizionare l’esito della consultazione elettorale facendo risultare come votate circa 50mila schede bianche. Un meccanismo piuttosto semplice. Corrompendo le persone giuste al posto giusto, infatti, i clan avevano intenzione di apporre sulla scheda un segno di preferenza proprio a vantaggio del partito dell’esponente politico siciliano. Un lavoro “pulito” quindi, che non avrebbe lasciato tracce grazie a “manine amiche” che avrebbero barrato le schede di ritorno.

    Un piano che evidentemente avrebbe potuto falsare l’esito elettorale. Pochi i dettagli sull’inchiesta. E’ certo che gli investigatori stavano controllando alcuni telefoni sulle tracce dei soldi dei Piromalli, per cercare di capire come la cosca riuscisse a riciclare i milioni di euro del traffico di stupefacenti. Da qui la scoperta.

  14. Sai che ti dico:
    Baricco cominciò bene, poi s’imbariccò, non s’imbaroccò,
    ( o forse anche sì..) nel senso che è divenuto manierista di sè stesso, pericolo che corrono molti artisti valenti in vari campi.
    Però mi è sembrato sempre un bravo comunicatore ed affabulatore,
    dev’esser pure un efficiente manager di sè stesso,
    ma questo è un altro affare.

    MarioB.

  15. sai gea che sono almeno dieci volte che cerco di dirti qualcosa di furbo, oltre a ringraziarti, e non ci riesco?

  16. Mi confesso: non ho quasi mai letto autori odierni! Ammetto la mia totale ignoranza. Mi fermo a malapena a Borges, Moravia, Sciascia, Montale, Gabo (Marquez)e via discorrendo. Sarà perché mi occupo di storia, ma anche qui mi sono limitato finora ai classici, con qualche escursione a Braudel, a Le Goff, ecc.
    Il tutto preso come fosse un romanzo da leggere, da assaporare, da vedere.

    Rino, ignorantemente ignorante.

  17. baricco l’ho adorato. oceano mare mi ha lasciato il segno. poi, ad un certo punto che non saprei identificare, basta. e non sono sicura di aver capito il motivo. forse la sua lingua mi ha stuccato, forse semplicemente le nostre strade si sono divise. ma io non sono un critico, e non c’è bisogno che io giustifichi.
    invece ho finito il tuo. e l’ho adorato. mi hai coinvolto, toccato, commosso. era da parecchio che non venivo fulminata così da un primo approccio. dio che bel libro.

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