Ieri sera, domenica, ero In Valsesia, a Varallo. (La Valsesia mi fa pensare, sempre, a Dino Campana: pazzo d’amore, che insegue in una terra che non conosce Sibilla Aleramo). C’era un concerto di Fiorella Mannoia (a suggello di una manifestazione seguitissima in valle, detta Alpàa). Penso che la Mannoia abbia più o meno la mia età, ho visto che è brava, e poi di lei so cose che mi ha raccontato il mio amico Pier Michelatti, bassista di De Andrè, certo, ma anche di altri, come Vecchioni, la De Sio, Vasco Rossi.
O che sarà che sarà…
Sarebbe bello che Pier mettesse nel suo sito L’ave Maria: si sentono solo il suo basso e la voce di De Andrè.
Mio padre è sul depresso. Dice che è strano l’orto, quest’anno. Ma non solo per il tempo. Dice mio padre che i pomodori, la scorsa settimana, sono stati “bruciati” in una notte.
Non l’avevo mai vista una cosa così, ha detto il mio vecchio, che di verde se ne intende.
Ho pensato, io: cosa succede nell’aria?
Oh che sarà che sarà…
Sto leggendo due buoni libri, poi ne dirò poi ne scriverò (da qualche parte).
Mangiacuore, di Francesca Bonafini (Fernandel) e Chiedi alle nuvole chi sono, di Giorgio Bona (Besa) (il quale Giorgio Bona partecipa al gioco).
Ora metto da parte i sei libri (due al giorno) che leggerò quando andrò in ferie, dopo la presentazione della donna che parlava con i morti, a Imperia.
Farò un giro in Provenza, andrò nella Marsiglia di Izzo, poi qualche giorno in Spagna. Niente Puglia, insomma, come avevo ipotizzato.
Ma proseguiamo coi racconti, ché a me il discorso ferie, a dire il vero, smarona sempre un po’. Mi sembra folle doverle programmare, le ferie. Che a me piacerebbe, potessi, dire: toh, ho 600 euro, che faccio vado due giorni a Parigi o tre in Sicilia? E non mi piace (più) guidare, e odio gli aerei e gli aeroporti (soprattutto quelli di Milano dove io, regolarmente, mi perdo e mi incavolo pure).
In Spagna, due anni fa, scrissi questa cosa qua. Una cosa importante, credo.
