mettersi in gioco, scrivendo

Sono già arrivati cinque racconti fatti e finiti.
Appena saranno stati letti dalle tre persone che prima debbono leggerli (io, monia e criscia) comincerò a postarli, senza citare gli autori.
E’ anche arrivata la prima (bella, per me) cosa: di due persone che non si conoscevano e che ora stanno lavorando, con entusiamo, così da scrivere una storia di 5500 battute.
Ma c’è stata la prima spugna gettata all’angolo, in segno di resa. Da parte mia. Non riesco a mediare con qualcun altro, già faccio fatica ad andare d’accordo con me stesso. (Nel giornalismo, anni fa, son riuscito a scrivere un paio di volte con una collega, ma questo dopo anni di frequentazione e con un rapporto gerarchico preciso: decidevo io).
MI spiace per donna laura, che ha una bella scrittura, secca, senza fronzoli.
Così è, al momento.
(Mi consolerò scrivendo una prefazioncina o una eventuale quarta dell’ebook).
Resta inteso che non cercherò sviluppi su carta. Stavolta.
La prossima (abbinamenti a sorteggio) vedremo; la prossima volta, ri-tenterò ancora.

Sul voto. Ricordo che potranno esprimersi solo gli autori, con il sitema anobii. In un altro blog (quello di Sabrina Manca) ho scritto che è una forma di coinvolgimento: finalizzato al prodotto finale. Il migliore aprirà la raccolta, il secondo la chiuderà, il terzo starà in mezzo. Non farò di conto, poi, sulle ultime posizioni, che non serve.
Sempre sul voto. Il sistema anobii – da 4 stellette a 1 – dice e non dice.
Se io su un libro metto una stelletta potrebbe anche significare un limite mio.
Son peggio i commenti. Il mio ultimo libro è stato definito una porcata (da un’utente di anobii) e un capolavoro (da un blogger che non conosco). Vedere una stelletta, a chi scrive, magari spiace, ma ci sta. Sentirsi dire, Hai scritto una porcata non è mai bello.
E comunque. Quando si scrive ci si mette in gioco, no?
La donna che parlava con i morti ha ricevuto solo recensioni positive (Queer, Famiglia Cristiana, Pulp, Repubblica, La Stampa, Il Corriere nazionale, altri…) però so una cosa: se il libro che ho appena scritto uscirà riceverà – anche – solenni stroncature (mi sto preparando, insomma).
Ho ancora in mente una telefonata fatta ad un amico scrittore, più esperto di me. Io che gli dico, Mi spiace, ho letto che ti hanno stroncato, oggi su…
E lui. Va bene, l’importante che si parli del mio libro.

PS Oggi non lavoro (ho i tecnici al giornale, problemi di server) ma non metto link, scusate. Ho parecchie cose da leggere (finalmente).

Primo aggiornamento-ripensamento.
(Sottotitolo:addio sistema anobii).
Non me la sento di dare, poi, un voto, mi ha scritto Monia, che sta leggendo i manoscritti.
E’ stata una frase illuminante, ché non me la sento nummeno io, in fondo.
E allora facciamo così. Chi partecipa, ma anche chi legge, segnali, poi, alla fine i sei migliori racconti.
(Mi sembra d’essere al giornale. Ci si sono abituati, ormai. Dico facciamo così. Poi ri-chiamo tutti, e dico: No, ci ho ri-pensato).
Votare o dare un giudizio sereno son cose che si avvicinano a quel che si fa ogni giorno: si sceglie una pizzeria anziché l’altra, un cinema, un medico, anche un amico, anche un blog su cui commentare…
C’è però una piccola fetta di umanità che gode delle disgrazie altrui. Ricordo un compagno di classe. Asino. Se ti interrogavano e beccavi un voto basso, tornando verso il banco incocciavi sempre nel suo sguardo, contento di godere per le disgrazie tue e degli altri (ecco, io a uno così penso di aver augurato tante corna, almeno…).

Secondo aggiornamento.
Fam parte della singolar tenzone anche
inbianco (http://pantalaimon.splinder.com)
e Sabatina Napolitano (http://gapemotivo.splinder.com/)

le donne di mariastrofa

Carpi, la libreria dove andava a far rifornimento Maria Strofa.
Poi la piazza, le prove per va a sapere quale concerto, e il sole, la gente, i colori e i rumori di Carpi, la domenica pomeriggio.
Ho detto di sì a Serena, la figlia di Carlo Berselli – Maria Strofa. Un mese dopo la morte di suo padre ha organizzato una cena, per ricordarlo.
Ci sono blogger che non conoscevo, Luca Tassinari e l’inquietante Contenebbia, c’è Ilaria che non avevo mai visto ma sapevo com’era, ché a volte dimmi come scrivi e ti dirò chi sei funziona, e Ilaria è mite, solare, bella.
E c’è Paolo Ferrucci che, come me, scrive ed ha anche un blog.
Non c’è, e mi spiace, Lucia Cronomoto.
Mai raccontato, qui.
Una volta Carlo Berselli-Maria Strofa trattò a pesci in faccia una blogger, che non è amica mia, no, ma che stimo e conosco. Lei non si dette pace, ci restò male, me ne parlò.
E io da quella volta mi raffreddai (sono fatto così: solidarizzo con le persone che mi stanno simaptiche) con Maria Strofa.
Era stata Lucia a dirmi e convincermi, mesi fa, a febbraio, che Maria Strofa era due cose in una (come tanti, come tutti, forse): isterico  collerico, ed eccessivo in questo suo modo d’essere isterico e collerico, ma anche buono e sensibile, anche se a modo suo, in modo camuffato, che non si sappia in giro insomma.
Per farla breve: per me, domenica, Carpi era orfana di Lucia cronomoto.
Ma è stata una bella domenica.
Con le donne di Maria Strofa.
L’ex moglie, che gli è rimasta sempre amica, e poi Silvia, la fidanzata, e poi Serena, che vive nel ricordo del padre, e poi la mamma, la splendida mamma di Maria Strofa.
Domenica a Carpi, mentre raccontava, ho pensato a quanto sia facile scrivere, a volte, qualcosa di sensato. Banale, quasi.
Sarebbe bastato registrarla…
In piazza, quando raccontava degli anni del boom, con il tizio che comprava il macchinone e la tizia che andava in inghiletta a farsi i capelli (immaginate in emilaaaano).
Ha 74 anni la mamma di Maria Strofa. Fuma troppo, ha un bel fisico asciutto “son capace anche di fare tranta vasche in piscina”, racconta di suo figlio, della sua vita senza tendere al pianto o al riso, racconta e basta.
Quando sono rimasta vedova avevo solo quarantanove anni ma chi me lo faceva fare di trovare un altro uomo, sono banali gli uomini, son proprio pochi quelli che non lo sono (non lo soono).
Una gran donna: bella coppia, lei e Serena.

Pioveva a dirotto durante il ritorno.
Qui, al nord, nei giorni scorsi, c’è stata una tromba d’aria mai vista.
Tornerò a Carpi a settembre.
Magari ci saranno Lucia e Gaja, lo spero.
Magari il Contenebbia, che fa i tarocchi e legge le mani.
Un saluto a tutti e uno in più a Serena se passa da queste parti.

E comunque, son belle davvero le donne di maria strofa. E’ stato fortunato, insomma.