intervista(to)

Su Fernandel (rivista dell’omonima casa editrice che un volta usciva su carta e adesso solo in rete) c’è un’intervista al sottoscritto sui blog.
L’ho riletta (rispondo sempre di getto, senza pensarci troppo) e non rinnego nulla. E faccio i miei complimenti a Silvana Rigobon, l’intervistratrice. Dico solo che mi trovo sempre un po’ a disagio quando debbo citare (o non citare) altri blog.

E poi.
Mi piace il commento fatto da Biancamara (Piera Ventre) al post teste di zucca. Sul rapporto scrittura-blog.
Lo copio incollo, qui.

buoni i risotti alla zucca.

quando io dico che scrivo per me, la maggior parte delle persone mica ci crede. allora perché hai un blog?, il più delle volte è la domanda. c’è qualcuno che, ancora, si illude che la scrittura in rete possa dare una qualche visibilità e farti diventare il caso letterario dell’anno. c’è qualcun altro che si preoccupa che le sue preziosissime cose possano essere copiate, plagiate, esportate, vincere il nobel per la letteratura senza che lui, l’autore, (l’autentico/il solo/l’unico) ne sappia niente.

la domanda: perché scrivo?, mi ritorna ad intervalli regolari. spesso sono io stessa a formularla a me. la risposta, quando arriva veloce, ed è la più sincera, è “per stare meglio” o “perché mi fa bene, anche se mi fa male”.

non so attribuire valore alle mie cose. non ne sono capace – non so se questo accada a tutti quelli che ci provano, dai più navigati ai novellini -, ma, in tutta franchezza, non credo sia questo il punto determinante. non è colui che scrive a doversi un giudizio “estetico” – di stile, di contenuto, di forma –

Sai, Remo, io credo che la via d’uscita sia sempre quella di lasciare spazio al gioco. E’ la nostra parte creativa che chiede asilo e via d’uscita. Quando si comincia a pensare alla scrittura, alla fotografia, all’arte in genere – che sia “domestica” o “istituzionalizzata”, poco importa – come ad un prodotto, temo si arrivi all’aridità del compromesso, dell’iniziare a fare qualcosa per gli altri, accomodando gusti, aggiustando il tiro.

non so. scusate, forse ho scritto un sacco di stupidaggini – appunto -, ma, quando dalla mia testa/tastiera esce fuori qualcosa che mi fa dire “questo mi pare giusto così”, ho la stessa soddisfazione di quando preparo un ottimo risotto alla zucca.

ciao Remo. ciao tutti.

Segnalazione.
Sul blog di Amalteo, Carlo Rivalta legge Pontiggia.