A 4 mani, 12° racconto: ….

Il sole non si è ancora alzato, dentro la fabbrica c’è buio pesto. Antonio continua a rigirarsi sulla branda senza riuscire a riprendere sonno. L’aria è immobile. Questi ultimi giorni di luglio sono tremendi.

non era uno scherzo.

l’ho trovato tra gli spam e l’ho postato senza leggerlo

troppa fretta

chiedo scusa

17 pensieri su “A 4 mani, 12° racconto: ….

  1. ma allora, spiegatemi, sapete o no chi pubblica e quando? è già la terza volta che qualcuno mostra di sapere in qualche modo chi sta dietro gli scrittori anonimi. si fa per dire, anonimi.

  2. ma per carità lucy. per quel che mi riguarda e credo di poter parlare anche per bri perchè un po’ la conosco, dopo anni che seguo certi bloggers e leggendo quel che scrivono sui loro blogs, mi attribuisco la “capacità” di saperli “riconoscere” in mezzo al mucchio. questo dipende da un allenamento alla lettura costante e serio, un po’ come si fa con un autore o un’autrice che si ama molto. è un esercizio, non so se mi spiego. poi magari ci si sbaglia chi lo sa, ma il bello di questa iniziativa, credo, è proprio questo ovvero l’anonimato.

  3. Sono d’accordo, sottoporre i testi al giudizio dei lettori senza indicare gli autori è la “cifra” di questo gioco (e, si sa, il gioco è una cosa serissima).
    Conoscendo Remo, non credo abbia violato le regole da lui medesimo stabilite. A che pro dovrebbe farlo, poi?
    Io dovrò fare l’ebook e ho chiesto a Remo di non inviarmi nulla (note “biografiche”, ad esempio) fino alla conclusione, in modo che nemmeno per errore possa venire a conoscenza degli abbinamenti testi/autori. Anche se non voterò. Solo per il gusto di leggere (ed eventualmente commentare) il “puro testo”.
    Se poi qualcuno tra di noi ha voglia o interesse di far sapere in anticipo ai “concorrenti” o amici parenti vicini di casa o l’Ansa o la Cia… di essere genitore di tale o talaltra creatura… come la vedo io, lo faccia pure. Tutta la mia comprensione per le persone fragili per le quali un giudizio incoraggiante o positivo può fare la differenza (e non sono ironica, davvero).

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