Libreria Centofiori: le foto di Marina Magri

Annarita Briganti, io, Laura Bosio

Dovrei dire troppe cose, della presentazione di Bastardo posto, martedì a Milano. Dico grazie a tutti.
Le presentazioni o vanno così così o un po’ peggio di così così. A volte vanno benissimo (mi succede a Sermide) a volte vanno bene (ma il merito non è tuo): ecco a Milano è andata bene. Forse di più. Dovrei dire troppe cose (sull’amica che non vedevo da vent’anni, su Mirta e della lettera che ha postato su Face, su Sarah, Sandra, Margherita, Cristina, Annamaria, Donatella, Massimo). Lascio le foto di Marina Magri.

No, una cosa la racconto. Alla fine viene da me una signora anziana, ma giovanile e sorridente. Mi porge il libro da firmare poi mi fa: Sa, vivo a Milano ma da ragazza ho fatto il Classico a Vercelli.
Sa signora che io abito proprio a due passi?, le ho risposto.
Credo,a ma me lo immagino, che lei a Vercelli non sia più tornata (l’avrà saputo che Pavese aveva fatto supplenze proprio al Classico?)

Federico Libero, stufo di star fuori, mi sta chiedendo: come è andata la presentazione?

12 pensieri riguardo “Libreria Centofiori: le foto di Marina Magri”

  1. Ma come esce un tuo libro a novembre? Ma non hai ancora finito di promuovere questo! La promozione è un aspetto doloroso (ma doveroso) e soprattutto richiede tempo. Anche anni a volte. Abbiamo visioni differenti, ma ti rispetto.
    Buona giornata.

  2. cara Giulia, Bastardo posto è uscito il 13 ottobre 2010; fino a non molto tempo fa un libro di un piccolo editore restava in libreria (seminascosto, o in alto in alto, o in basso in basso) per tre mesi, poi, negli utlimi tempi, il tempo di permanenza si è ridotto a un solo mese.
    Con la Newton Compton invece è diverso: resti di più, quasi un anno. Insomma: dipende dalle case editrici, dipende se vendi o meno, ché lo spazio in libreria è poco, dal momento che ogni giorni escono 170 libri.
    Di Bastardo posto, quindi, quello che è stato venduto è stato venduto. Restano le copie che vengono ordinate le presentazioni, restano gli acquisti on line, resta l’opzione e-book, resta la possibilità di chiederlo al libraio. E da questo punto sono fortunato, perché Perdisa e il suo distributore sono attenti a soddisfare le richieste. Con altri editori non è andata così.

  3. mi viene in mente la Ballatetta in Toscana di Cavalcanti: alla fine l’autore saluta la sua poesia
    Tu, voce sbigottita e deboletta,
    ch’esci piangendo de lo cor dolente,
    coll’anima e con questa ballatetta
    va’ ragionando della strutta mente.
    Voi troverete una donna piacente,
    di sì dolce intelletto,
    che vi sarà diletto
    starle davanti ognora.
    Anim’, e tu l’adora
    sempre, nel su’ valore.

    E’ bene, dopo aver scritto e pubblicato un romanzo, lasciarlo un po’ andare per la sua strada; seguirlo, senza però continuare a covarlo. Seguirlo con la giusta distanza, o con la giusta vicinanza, come si dovrebbe fare con i figli. Io non scrivo romanzi (e invidio chi è capace di farlo), ma quando ad un articolo sono particolarmente affezionata (il paragone forse non regge per intensità, o forse sì), una volta destinato alla pubblicazione, me ne allontano.
    A che servono altrimenti i mal di pancia e gli innalzamenti pressori delle prime pubblicazioni, se non portano saggezza?

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