se questo è un titolo

Prossime novità editoriali.
Buona giornata (questo passa il convento, oggi)

Io Marco Antonio.
Di Cleopatra, giovane stopper promettente della nazionale cartaginese. (Prossimamente, nella stessa collana:
“Alessandro Magna”
“Il rutto delle Sabrine”
“Giuliano la prostata”.

Bocca e Panza.
Saggio sull’apparato digerente del giornalismo italiano.

Scambiatevi un segno di pece.
Romanzo catto-naturalista. Di prossima pubblicazione
“La pece sia con voi”.
In ristampa, inceve:
“Guerra e pece”.

T’amo o pio bove.
Perversioni poetiche.

E così Siae.
Manuale di sopravvivenza per scrittori.

Sali e Tabucchi.
Biografia su due noti scrittori, soprattutto Sali. Edito da Monopoliodistatus.

Se questo è un uovo.
Manuale zootecnico.

I ragazzi della Via-gra.
Sono cresciuti, hanno bisogno di un rinforzo, ora. Poche pal.

Carri amati.
Dal diario segreto di Bush.
Di prossima pubblicazione
“C’eravamo tanto armati”, epistolario segreto tra Bush e Blair,
e
“Fatti i razzi tuoi”; ancor più segreto.

Potrei continuare, ma è meglio che mi fermi. So che altri (Elena quella coi puntini, Solimano, quello dei saludos, Mario Bianco, Aitan soprattutto) saprebbero fare di meglio. Titoli migliori di questi, insomma. Mai stato spiritoso, io.

19 pensieri su “se questo è un titolo

  1. “Via col dente” (cronistoria di una passione odontoiatrica)
    “Uno nessuno e cento pile” (il vademecum perfetto per un corso di sopravvivenza)
    “Alice nel paese delle stoviglie” (il degrado di una casalinga, nel suo iter dalle braci alla padella)

    (ciao remo, saluti assortiti)

    ps)
    cosa sono le rebbie?

  2. caro remo,
    come sai faccio il tuo stesso mestiere dal 1975 e come sai altrettanto bene non ho mai difeso aprioristicamente questa categoria che, come tante, è infarcita di buie teste di cazzo. credo che l’atteggiamento critico mosso dall’interno non sia proprio dei giornalisti “bravi”, ma di quelli (almeno) che ritengono che il lettore sia come loro o meglio di loro e non una specie di buca delle lettere nella quale si può intrudurre di tutto e a cazzo di cane.
    Come sai, tanti guasti ce li siamo cercati e costruiti a colpi di contratti “anni 80” quando ci si batteva per centomilalire in più invece che difendere diritti fondamentali che, poi, sono diritti a favore dei lettori.
    I service, le sinergie, la “condanna a morte” degli inviati, lo scopiazzare la tivvù. Insomma, passo dopo passo, verso una situazione irrespirabile. Spero che a “La Sesia” ci sia aria buona.

  3. grazie a tutti.
    viaggio al termine della botte fa venire in mente il grande Gino Patroni.
    Attilio Regolo: il primo uomo che disse. Mi sento in una botte di ferro.
    Oppure.
    Infarto in trattoria:
    verrà la morte e avrà i tuoi gnocchi.

  4. critica della magion pura (saggio contro l’architettura moderna)
    la rita: istruzioni per l’uso (memorie di un magnaccia)
    viaggio al termine della botte (manuale di enologia)

  5. oh oh ‘Dicòno di Clelia’ biografia-saggio sul filosofo Dicòno nato a Clelia nel 586 A.C.
    ‘La nonna che parlava coi corti’ quando la tivù diventa l’unico amico-interlocutore degli anziani.
    ‘Lo sconnettitore’ ricerca sugli ultimi virus che infestano il web.
    ‘Il sicario delle voci rubate’ giallo a fosche tinte su un serial killer di doppiatori e cantanti in play back. Baci

  6. ih ih meraviglioso!
    Aggiungerei, di fretta, ‘Cagnone inverso’, manuale rieducativo per cani con strane tendenze.
    ‘Vuoi star dritta, per favore?’, corso di riabilitazione posturale nell’età preadolescenziale.
    ‘Il mondo secondo Gulp’ fumetti in tivù-ù-ù-ù!
    ‘L’insostenibile leggerezza dell’etere’ quando la narcosi diventa una droga.
    ciao, scappo!

  7. “E così Siae”. Assolutamnete. Da scrivere, dico.
    Il secondo volume, un giallo – volendo: noir – dedicato al mondo della musica.

  8. Così, di getto, m’hai fatto pensare ai blog e ai blogger:
    – Bancamara
    – Col favore delle rebbie
    – Cornomolto
    – Cazzi Patti
    – Zoo blog
    e soprattutto
    – Altri Punti del Barone Simis

  9. Senti, Remo, quando ero piccolo mio zio aveva un libro che mi divertiva un mondo,
    di Giovanni Mosca, buon giornalista e romanziere ( come te) e bravo vignettista, scrisse un sacco di libri.
    L’ho cercato dai librivecchiai, su bancarelle, etcetera, ma più ritrovato, e mi dispiace, aveva un titolo esilerante, tutto in un linguaggio buffo ch’era uno sberleffo a certa prosa leziosa e beghina del tardo ‘800:

    “Mille temi svolti ad uso de’ giovinetti delle iscole; con aggiuntevi Le poesie morali pe’ fanciulli e le madri, dal sig. maestro nostro cavaliere bono Pietro de Ranaldis composte.” — Milano : Corbaccio, 1934. — 294 p. : ill. ; 19 cm.

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