Una storia e personaggi: facendo la coda al supermercato

Ne avessi voglia comincierei a scrivere qualcosa che potrebbe diventare un racconto, un romanzo oppure niente. Che è cosa che succede spesso, almeno a me.

Perché sto scrivendo questo. Allora. È successo questo. Prima sono andato a fare la spesa. Ci vado mai, impiego tanto, spesso prendo cose che non servono. Avevo delle urgenze, però, prima (sabbia per la lettiera del gatto, acqua, latte di capra) e anche un po’ di fretta. Quindi dopo aver acquistato mi metto in coda davanti una cassa, a caso. Non c’è la solita cassiera che conosco (volontaria in un canile) né altre che conosco di vista. C’è un ragazzino, forse è il suo primo giorno. Ed è in difficoltà. Mi chiede scusa, ma ha dei problemi, sta aspettando che una sua collega lo aiuti, e quindi mi chiede, sempre scusandosi (Ma figurati dico io), di attendere.
In questi casi si possono fare diverse cose. Parlare con un’altra persona in coda, perdersi nei meandri dello smartphone, oppure, e a me succede sovente quando sono in coda, pensare a una storia.

Non ne avevo, stamattina.

Però, mentre aspettavo, mi è venuto in mente il mio primo cane, Barone. Era buonissimo, giocherellone. Non litigava con gli altri cani, faceva la feste a tutti. Un giorno però si perse. Per una settimana nessuna traccia. Tornò, e ne fui felice, era il mio primo cane, era il regalo che mi era fatto per la mia laurea (tardiva, a 35 anni). Ma Barone non era più lo stesso. Aveva paura del genere umano. Divenne anche un po’ aggressivo, morsicò anche due uomini. Dovetti ricorrere alla museruola, al veterinario che mi diede una cura per abbassare il livello di testosterone….
Ne conosciamo tanti di Barone con sembianze umane. Persone sorridenti e sensibili a cui un giorno succede qualcosa di brutto. E loro perdono tutta la fiducia che avevano nel genere umano.
Prego, accomodati, tu sei il primo personaggio, ho pensato.

Poi c’è la donna con gli occhi persi. Ci sono donne che vengono sorprese dal marito mentre sono a letto con l’amante. Alla donna con gli occhi persi è andata peggio: a soprenderla è stata sua figlia, che da allora non le parla più e non vuole più vederla. E nei suoi occhi c’è quel momento, maledetto. Un momento di piacere che diventa l’inferno.
Avanti, sei il secondo personaggio.

E poi c’è quel mio compoagno di scuola che non sopportavo. Lui non andava bene, diciamo che era un po’ come me: collezione di cinque al sei. Aveva una caratteristica. Odiosa. Se qualcuno veniva interrogato e prendeva un brutto voto lui sogghignava contento. Ogni volta che penso a lui penso “Coglione”. Viene avanti, sei il terzo personaggio.

Il quarto mi verrà scrivendo.

Ma io queste cose che ho scritto dei miei personaggi non le dirò subito. Le dirò poi. Vedrò in che modo. Perché quando si scrive una storia è importante il “dosaggio” degli aggettivi, degli avverbi (se non servono, meglio gettarli via) e del passato dei personaggio in cerca d’autore o di una storia.

PS Non credo che scriverò. La spesa l’ho fatta. Credo d’aver comprato troppo latte di capra e poca acqua. Ma ho comprato anche un formaggio (si chiama Alpino) che mi comprava sempre mia mamma, quando ero ragazzo.

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