voglia di sole

Alberto Pezzini scrive recensioni su Il secolo XIX.
Ne ha scritta una – per la rete – su La donna che parlava con i morti:
la potete leggere qua, se volete.
Domenica dovrei essere a Modena, a presentar Tamarri, ma attendo conferma.
E quest’anno, per la prima volta, dovrei presentare un mio libro (Bastardo posto, Newton Compton) al Salone del libro.
Si “respira” l’editoria italiana, al Salone.
E sull’editoria italiana, stamattina, sollecitato da un intervento di Tiziano Scarpa su Facebook, sono andato a rileggermi questa cosa qua, di Moresco, su Nazione Indiana.
E buona giornata (la mia prosegue in redazione, fino alle 23, credo. Poi, come al solito, tornerò, in notturna.
Aspettando un po’ di primavera, così da poter inforcare la bicicletta e fare un giro al fiume dopo il primo caffè.
Invidio un’amica che, dalla Sicilia, poche ore fa mi ha scritto, qui c’è il sole…
qui c’è il solito grigio padano).
Buona giornata

10 pensieri su “voglia di sole

  1. cara melania,
    il tuo commento meriterebbe una riflessione ampia, con persone che sappiano rispondere al problema che tu poni.
    tieni presente che ogni giorno escono 170 libri, e che La donna che parlava con i morti è del novembre 2007, e che quei 170 libri, quando entrano in libreria, ci restano poco, dai tre ai sei mesi.
    i dico la verità: con i miei libri precedenti è andata peggio.
    riceveno mail di gente che mi diceva dove lo posso travare Dicono di Clelia, oppure, ho chiesto Lo scommettitore, ma mi dicono che non arriverà.
    è un problema complesso.
    l’inizio, la storia di un libro appena pubblicato parte dalla promozione: la casa editrice, cioè, fa una sorta di sondaggio esclusivamente commerciale: a chi interessa porlo in vendita?
    è la promozione che solitamente detta il numero delle copie stampate.
    io ho avuto due momenti di diffisione per La donna che parlava con i morti: 4000 copie quando uscì, altre 1500 dopo tre mesi.
    calcola che con gli altri due penso di aver venduto tra le 500 e le 1000 copie, mentre il mio primo ha avuto diffisione solo vercellese.
    il problema che poni tu, comunque, è grande ed è vero.
    quando andiamo in libreria non siamo noi che scegliamo i libri masono i libri che scelgono noi: a meno che noi, prima, non ci informiamo e andiamo dal libraio con una richiesta precisa.

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