un racconto a più mani

Allora, facciamo così, proviamo.
Ieri ho trovato un pezzo di manoscritto che pensavo d’aver buttato via.
Copio l’incipit.


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Bene, chi volesse continuare mi scriva a raccontiaquattromani@gmail.com.
Mi mandi poche righe, che continuano la storia.
Anche solo una frase.
Io, poi, le posterò (anonime) e i commentatori decideranno.
Avrà la precedenza chi mi scrive per primo.
Mi sa che non sarà facile gestire, e che non è una buona idea, questa.
O magari sì.

Primo contributo (per ora anonimo: io svelerò solo chi viene prescelto dai commenti).

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Ovvio che avevo sbagliato referente. Anna, ben conscia delle sue parole, aveva denigrato Giulio ai miei occhi. Mi domandai perché. E ci misi poco a scoprire che lei lo voleva per sé. Tutto per se, la stronza.

Secondo contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Per questo quel sabato ero lì, a chiedermi se avevo fatto bene, a guardare le scarpe troppo eleganti, a sentire i chili di troppo, a specchiarmi nella vetrina del caffè e a non riconoscermi in quella signora vestita di scuro così diversa da quella che mi sentivo.
Ancora dieci minuti, poi vado, avevo pensato.
Va bene i ringraziamenti, va bene anche il traffico, va bene quel che mi aveva detto Anna, ma non avevo tempo da perdere, io.
O se anche l’avevo, non volevo dimostrarlo così, subito, in quell’attesa.

Terzo contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Anna sa sempre di tutti; non la invidio per niente. Come faccia a stare dietro a tutti quei gossip da paese me lo sono sempre chiesta. Poi, a dirla tutta, chissà cosa racconta di me, chissà cosa andrà a dire in giro adesso. Senza sapere, senza domandare. Senza rispetto.
Rispetto mi ripetevo, Giulio merita rispetto…

Quarto contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
”Ha avuto un trauma, sai?”
Aveva l’aria soddisfatta, mentre lo diceva. Appagata da questa sua diagnosi spicciola.
Un trauma spiega tutto, no? Anche i serial killers ne hanno avuto di certo uno. E bello grosso.
Ma Giulio non è un assassino.
Non quel tipo di assassino, almeno.

Quinto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Al solito Anna aveva commesso lo sbaglio di non giudicare, come insegnano ad ogni assistente sociale che si rispetti (si dice “sospendere il giudizio”) e con il passare degli anni si stava accorgendo che a furia di “non giudicare” spesso non “coglieva”.

Sesto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatre anni”.
Quarantatre, ma come quarantatre, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Facile buttar lì “quarantatré!”, a mani giunte e voltando gli occhi in su, con quel movimento del capo che indica riprovazione e sconforto.
” E’ stato un caso. Solitamente non sa quel che si fa. T’è andata bene che sarà stato ai primi giri di bianco, di bar in bar, o non avrebbe avuto i riflessi tanto pronti!”
” Sì, ma se non mi avesse afferrata per un braccio, il ragazzetto in motorino m’avrebbe presa in pieno! M’ha tratta in salvo e se n’è andato subito, quasi avesse vergogna di sé…”.
Ha vergogna di sé, Giulio. Di avere un sorriso zoppo, perché gli mancano alcuni denti davanti e guarda negli occhi, fisso, la gente, soltanto per pochi attimi, poi volge lo sguardo a terra e se ne va al più presto, col suo passo un po’ incerto, bravo a fuggire quando vede Anna ed altre come lei, caritatevoli. Ispide.

Settimo contributo


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Non fosse stato per lui, quella sera, attraversando il parco, ché da scema avevo pensato di far prima per arrivare al parcheggio, non so che fine avrei fatto.

Lui era lì, seduto sulla sua panchina, e aveva visto quei due arrivare da dietro. Allora si era alzato, mi era venuto incontro, e prima che capissi cosa stava succedendo, mi aveva fissato con due occhi chiari, mi aveva teso la mano e mi aveva detto:”Venga, si fidi.” Io non avevo potuto fare altro che lasciarmi prendere a braccetto, come se l’avessi sempre conosciuto, e arrivare con lui al parcheggio.

Ottavo contributo (?… poi ci si ferma, si vota, io dico di chi è il contributo scelto, e si va avanti finché non ci si incarta o non si scrive il primo grande…)

Facciamo così. Si possono inviare “contributi” fino a mezzanotte. Poi si vota.
E poi si andrà avanti.